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» Marzo 2010
Export, è vera ripartenza
tutti gli indici in aumento
di Carlo Flamini
 

Riparte finalmente con decisione l’export italiano di vino. Dopo i primi segnali incoraggianti registrati a gennaio e febbraio, il primo trimestre dell’anno chiude con indici positivi su tutti i fronti: volumi a 4,5 milioni di ettolitri (+7,6%), valori a 810 milioni di euro (+8%) e, cosa ancor più rassicurante, prezzo medio finalmente con il segno più: un timido 0,5%, a 1,79 euro al litro, che simbolicamente sembra indicare la fine di quella tendenza alla svendita che aveva caratterizzato l’andamento delle nostre esportazioni lungo tutto il corso del 2009.
Certo, nell’analisi bisogna anche mettere in conto l’aiuto dato alle nostre cantine dalla svalutazione dell’euro nei confronti del dollaro, di cui abbiamo diffusamente parlato sul numero 22. Sotto questa luce vanno lette le ottime performance dei vini italiani sul mercato americano, che segna +12% a volumi e +10% a valori, per un prezzo medio stabile sui 3 euro al litro, e ancor più su quello canadese, dove gli indici di crescita sono addirittura a doppia cifra. Ma tuttavia non bisogna trascurare il fatto che altri mercati, come quello britannico e giapponese, continuano a dare segni di rallentamento, mentre stabile risulta il bilancio trimestrale in terra tedesca.
A livello di macroaree, i Paesi extra Ue sono quelli che hanno dato le maggiori soddisfazioni ai nostri operatori, con crescite nell’ordine delle due cifre: segnaliamo tra questi il Messico, il Brasile (addirittura a tre cifre), la Russia, dove non solo continua l’arrembaggio dei nostri vini sfusi dal Sud (+182%), ma si posizionano a livelli di grande rilievo anche spumanti e imbottigliato.